Scienza e Tecnologia

Pepper, il primo robot al mondo che riconosce le emozioni umane

Guardando Pepper, ci viene in mente il film Io,Robot  ambientato nel 2035, epoca in cui i robot sono dotati di intelligenza artificiale e quindi sono in grado di interagire con l’uomo, affiancandolo nelle faccende quotidiane. L’anno 2035 non è molto lontano e la tecnologia avanza così velocemente che il tempo per raggiungere determinati progressi diventa sempre più breve, “bruciando le tappe”.

Pepper è il primo robot al mondo capace di riconoscere le emozioni umane, un prodigio elettronico nato dall’azienda Francese AldebaranRobotics già nota per aver realizzato nel 2006 NAO un piccolo “robottino” umanoide con soli 58 cm di altezza, creato per intrattenere ed essere di buona compagnia, un piccolo amico androide. Pepper invece è molto più alto (120 cm), pesa 28 kg circa, ha un’autonomia di 12 ore, può muoversi in qualsiasi direzione, ed è equipaggiato con una speciale videocamera 3D che gli permette di percepire attività umane e tutto ciò che lo circonda fino ad una distanza massima di 3 metri. Questo robot è stato realizzato principalmente per la SoftBank Mobile, una grande compagnia telefonica Giapponese che vuole impiegare l’umanoide Pepper nei suoi store, facendolo diventare parte integrante dello STAFF, grazie alle sue capacità d’interazione con l’uomo mediante il riconoscimento vocale e l’analisi del tono di voce, che gli permettono di auto-apprendere il comportamento delle persone, imparando e comunicando tutti i progressi ai suoi simili attraverso  INTERNET, così che le capacità possano essere costantemente migliorate anche tramite l’installazione di applicazioni, infatti Aldebaran ha intenzione di rilasciare presto una versione SDK (kit di sviluppo) per gli sviluppatori.

La tecnologia ci renderà schiavi?

I robot  e i computer hanno già da tempo sostituito la manodopera dell’uomo in molto settori dell’industria, portando vantaggi ma creando purtroppo anche disoccupazione, infatti sono tantissimi i casi in cui sono state licenziate persone per essere poi sostituite da abili sistemi o robot automatici in grado di fare lo stesso lavoro più velocemente e con precisione assoluta senza mai sbagliare, ammortizzando così i costi di produzione. Come in tutte le cose c’è sempre il rovescio della medaglia, per esempio nel campo medico le “macchine” tengono in vita gli uomini oppure eseguono operazioni che i medici non potrebbero mai eseguire. La stessa Aldebaran sta progettando un altro robot nominato ROMEO, ancora più alto (140 cm) con lo scopo di aiutare le persone anziane o quelle che hanno perso la propria autonomia.

Secondo noi, l’importante è non diventare schiavi della tecnologia ma sfruttarla per migliorare le condizioni di vita, altrimenti un giorno potrebbe rivoltarsi contro, proprio come in alcuni film di fantascienza.

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