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Recensione “Io, Robot”

io, robot
io, robot

Recensione tecnologica di un film che tutti i tecnologici DEVONO aver visto

IO, ROBOT

Film del 2004, per la regia di Alex Proyas, “Io, Robot” è uno di quei film che rimangono, per i motivi più diversi, nell’immaginario collettivo di tutti gli appassionati del genere.

Innanzi tutto il titolo richiama una serie di racconti pubblicati da Asimov nel 1950, la cui trama non rispecchia neanche lontanamente quella del film di Proyas. In realtà tutto il film risulta infarcito di riferimenti a quello che è forse il più grande scrittore di fantascienza; tenendosi tuttavia su un piano di neutralità, cercando di accontentare il grande pubblico strizzando l’occhio ai veri fans del genere .

Il film narra l’avventura dell’agente Del Spooner (Will Smith); egli lavora presso il commissariato di polizia in ruolo di detective, e si trova costretto ad indagare sulla morte del Dr. Lenning, la quale sembra essere accostata ad un comune caso di suicidio; l’agente Spooner, tuttavia, non sembra essere totalmente d’accordo con questa diagnosi e come la signora in giallo dei tempi migliori comincia a fare luce su questa vicenda scabrosa.

Fino ad ora non abbiamo visto nessun elemento che giustifichi la scelta del titolo. Prima di svelare l’arcano occorre puntualizzare, per chi non lo sapesse già, che “Io, robot” fu, come detto, ripreso e ispirato dall’omonima antologia di stampo fantascientifico del grande Isaac Asimov nella quale vengono enunciate per la prima volta le 3 leggi della robotica; leggi che anche nel film sono state redatte per regolare il rapporto tra uomini e macchine. La vicenda raccontata nel film si svolge in un futuro relativamente recente (2035) nel quale la società e il mondo intero sono molto simili a quelli che conosciamo oggi, la visione di Proyas è positiva e benaugurate: la benzina non è più il nostro principale mezzo energetico e il creato risulta più pulito e vivibile. Sembra che la tecnologia abbia mantenuto il suo corso più naturale: le macchine rendono, infatti, la vita degli esseri umani più facile e tranquilla. In particolare la U.S. Robotics già da un po’ di anni ha immesso sul mercato una serie di Robot adibiti principalmente a stare a stretto contatto con gli esseri umani ed ad aiutarli nelle faccende domestiche. Questi robot positronici (NS5), che stanno invadendo ormai qualsiasi abitazione, sono naturalmente sottostanti alle tre leggi della robotica, e vivono in armonia con gli uomini. Nella finzione, le leggi sono state partorite dalla mente geniale del defunto Dr Lenning, il quale incarna palesemente la figura di I. Asimov, tuttavia ogni altro aspetto della concezione robotica di Asimov è stato liberamente reinterpretato.

L’agente Spooner ritiene che sia stato proprio uno di questi prodotti tecnologici a provocare la morte del Dr. Lenning, da quest’intuizione partirà un’adrenalinica indagine, dai risvolti apocalittici, che lo porterà a sfidare i più alti dirigenti della U.S. Robotics.

L’agente Spooner sarà aiutato (volente o nolente) nella sua improba impresa, dalla dottoressa Susan Calvin ( Bridget Moynahan ) altra vecchia conoscenza che gli appassionati di fantascienza ricorderanno nella sua rigidità e inflessibilità, con il quale Asimov l’ ha caratterizzata; nel film il suo personaggio rinnega la  sua natura “cartacea “ per abbandonarsi alle emozioni in un prevedibile epilogo romantico.

L’ opera di Asimov viene, quindi, usata solo come da spunto e Alex Proyas, tramite dei piccoli (o grandi) particolari omaggia adeguatamente la fonte della sua sceneggiatura, ad esempio sulla targhetta del gatto di Lenning c’è scritto “Asimov”.

Proyas in questo modo riesce ad evitare temi particolarmente profondi prediligendo l’adrenalinica esaltazione di una macchina da soldi qual è un Will Smith in un ruolo cosi energico (stratagemma utilizzato anche in altre pellicole come “Io sono leggenda”).

Tuttavia, il film non si può dire sia la classica americanata indirizzata ad un pubblico solo votato all’action, infatti, la pellicola è piacevole e godibile per tutti i palati, anche per quelli più esigenti; gli attori sono bravi ad interpretare personaggi ben caratterizzati, sfaccettati e verosimilmente toccanti, aiutati da una sceneggiatura mai troppo banale.

Forse il film dribblerà i temi più profondi dell’opera di Asimov ma non è esente da creare spunti di  riflessione toccando temi come la diversità, la paura del diverso, la ghettizzazione e  la pericolosità intrinseca nella tecnologia. Ad uno sguardo più accanito possiamo scorgere anche messaggi contro l’omologazione e a favore del libero pensiero, e propone un’importante riflessione sull’ essere intrinseco dell’uomo.

Unica nota criticabile è il richiamo alla religione e in particolare al carattere provvidenzialistico che acquista la trama nel corso del film.

Menzione speciale per quanto riguarda tutto il comparto degli effetti speciali, rivoluzionari per quegli anni (2004), veramente apprezzabili anche per chi lo guarda oggi per la prima volta; soprattutto nelle scene di scazzottate tra uomini e robot .

Come detto, Will Smith è bravo e riesce a condurre insieme a Sonny (guardate il film per sapere chi è) un film possente e visivamente ben strutturato apportando anche un pizzico di humour che caratterizza quasi ogni suo personaggio.

In definitiva  IO, ROBOT è un film sicuramente godibile, ben fatto e sconsigliatissimo 😉

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max corona

Ciao mi chiamo Max Corona, sono uno studente vivo parallelamente tra Padova e Pordenone e sono un vero appassionato di cinema ! (oltre che ad essere bello e simpatico naturalmente) :) Quando trovo un pò di tempo libero dai miei studi economici scrivo recensioni di film tecnologici che poi pubblico su questo fantastico sito a tema, qual'è Tecnoarena.net. Mi scuso fin da ora per l'eccessiva lunghezza di alcune di esse, ma quando si parla di cinema io non riesco proprio a trattenermi. Vi invito tutti a mettere mi piace alla mia pagina facebook (se vi va eh) intitolata "Recensioni Flash" dove potete trovare un sacco di spunti interessanti (spero) riguardanti l'universo cinematografico. Mi raccomando fatemi sapere, con un bel commento, se vi sono piaciute le mie recensioni fantascientifiche.

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2 Comments

  1. Io, Robot è un film che ho visto, amato e che tuttora amo e non mi dispiace vedere; la recensione è ottima è mi ha fatto scoprire cose che non sapevo ma nella frase: “nel film il suo personaggio rinnega la sua natura “cartacea “ per abbandonarsi alle emozioni in un prevedibile epilogo romantico.” non sono riuscito a capire esattamente cosa vuol dire quel cartacea …

  2. La dottoressa calvin dei racconti è molto diversa …è una persona gelida e restia ai sentimenti; per questo in un certo senso rinnega la sua natura cartacea 🙂

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