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Ubuntu Phone presto sul mercato

Ubuntu phone

Canonical e Ubuntu Foundation fanno sul serio. A breve saranno infatti sugli scaffali gli Ubuntu Phone, i primi smartphone con sistema operativo Ubuntu. A commercializzarli saranno i cinesi di Meizu, azienda specializzata nella produzione di dispositivi di fascia media e alta, e il costo della gamma di prodotti dovrebbe aggirarsi tra i 200 e i 400 dollari. La partnership di Canonical con il gigante cinese dovrebbe mettere al riparo l’azienda di Mark Shuttleworth almeno dalla concorrenza dell’emergente Firefox OS, montato invece solitamente su smartphone di fascia bassa. Anche senza la competizione con la Volpe di Fuoco, comunque, la sfida si preannuncia tutt’altro che facile. Ne è cosciente lo stesso Shuttleworth, pur non nascondendo l’ambizione di voler puntare al raggiungimento del 1% del mercato globale. In cifre assolute, questa percentuale equivarrebbe approssimativamente a 10 milioni di dispositivi venduti, una soglia che, conferma l’imprenditore sudafricano, garantirebbe lo sviluppo ulteriore del progetto.

GLI UBUNTU PHONE

Il valore aggiunto dovrebbe essere proprio il sistema operativo, capace, sfruttando la struttura modulare tipica delle distribuzioni Linux, di adattarsi a PC e dispositivi mobili. Addio dunque alle differenziazioni tipiche, ad esempio, di Windows 8 e Windows Phone. Le parole d’ordine saranno personalizzazione e semplicità d’uso. La prima sarà ottenuta garantendo ai singoli manufacturer la possibilità di sviluppare proprie interfacce. Numerosi, invece, gli accorgimenti per favorire la semplicità d’uso. Promettente, in questo senso, la funzione “Scope”, metodo di suddivisione intelligente di contenuti e app che dovrebbe seguire il naturale modo di pensare umano, favorendo quindi ricerche veloci e immediate. Anche questa funzione sarà ovviamente personalizzabile dagli utenti. Sarà implementato anche il Launcher, un menu che riunirà le app (locali o web) usate più comunemente dall’utente stesso. Il dispositivo potrà inoltre salvare foto e documenti nel cloud account del proprietario, rendendoli raggiungibili anche da piattaforme con Android, iOS o Windows. Meizu promette inoltre prestazioni multimediali di prim’ordine nella propria fascia, garantendo la possibilità ai possessori di sfruttare il dispositivo come mini-piattaforma per giocare ai migliori casino, con deposito o senza deposito, qui maggiori info, online o in locale o comunque tutti quei giochi online che, di norma, richiedono particolari peculiarità tecniche per sfruttare al meglio grafica e giocabilità

I PARTNER DI CANONICAL: MEIZU E BQ

In mezzo a marchi maggiormente noti al grande pubblico, Canonical Ltd sceglie due aziende meno reclamizzate la cui natura, però, dimostra come l’azienda sponsor di Ubuntu abbia voluto operare in modo oculato. Meizu è uno dei leader in Cina per la produzione di smartphone di fascia medio-alta e alta. I dispositivi Meizu si distinguono per un design leggero e un’ingegnerizzazione improntata alla facilità d’uso, filosofie che ben si sposano con la natura del sistema operativo di Canonical. A confermarlo è Li Nang, della sezione Marketing di Meizu: “Questo accordo ci dà l’opportunità di sviluppare un’offerta davvero differente e convincente”. Con i suoi 1000 impiegati e circa 600 punti vendita, Meizu sarà il primo ideale sbocco per Canonical in Paesi emergenti come Cina, Russia, Ucraina e Israele, con progetti di espansione anche nei mercati occidentali. La spagnola Bq dovrebbe invece costituire il “braccio armato” europeo. In circa un anno il manufacturer iberico è infatti diventato il secondo competitor assoluto in Spagna, e ha dalla sua un’ampia gamma di prodotti tra cui smartphone e tablet ma anche stampanti 3D, dispositivi per l’apprendimento e software di e-learning, il tutto coperto dalla moderna certificazione ISO-2000. L’ipotesi è che Canonical possa inserirsi inoltre anche nel progetto Educa, che vede Bq fornire software open source e soluzioni informatiche per numerose università e istituti di educazione. A loro volta, Meizu e Bq avranno modo di appoggiarsi a un’azienda già ben affermata e che vanta un’esperienza decennale nel campo dei sistemi operativi grazie a Ubuntu Linux, capace di offrire un contributo determinante alla diffusione a livello consumer del kernel creato nei primi anni ’90 da Linus Torvalds.

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Davide G.

Appassionato di tecnologia, innovazione, viaggi e lifestyle, viaggiatore instancabile che paragona esperienze vissute all'estero con il nostro "bel paese".

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